Fissione nucleare: la reazione che non sta solo sui libri di testo

07, Giu 2017 by Editore in News     No Comments

Ci sono fenomeni studiati (e tanto odiati!) tra i libri di scuola che possono avere un’applicazione così pratica e comune che, spesso, non ci si aspetterebbe. Uno di questi è, per esempio, la fissione nucleare. Come chi ha maggiore familiarità con i principi della chimica ricorderà di certo, si tratta di una reazione, di fissione appunto, tramite cui un nucleo più pesante viene diviso in due nuclei più leggeri che hanno masse, però, che anche se sommate non uguagliano quella originaria. Quello che succede e per cui la fissione nucleare è uno dei fenomeni più interessanti agli occhi degli esperti e di chi cerca fonti di energia alternativa è infatti, semplificando, che parte della massa del nucleo originario e più pesante viene trasformata in energia, nucleare appunto.

Come funziona, per cosa viene usata e che rischi ci sono nella fissione nucleare

Non è un caso, insomma, che proprio questo tipo di reazione abbia una serie di applicazioni pratiche e concrete in campi dei più diversi. L’industria bellica, per esempio, ha sfruttato fin da subito la fissione nucleare per creare ordigni particolarmente potenti: quella che comunemente conosciamo come bomba atomica, fatta scoppiare su Hiroshima e Nagasaki, era proprio una bomba nucleare e anche le più recenti guerre combattute lo sono state sotto la minaccia di un fortissimo deterrente, le armi nucleare che possederebbero segretamente e contro i più comuni accordi internazionali alcuni Stati “canaglia”. In ambito civile, invece, la fissione nucleare viene comunemente utilizzata per la creazione di energia nelle apposite centrali nucleari. Il dibattito è parecchio acceso in materia, con fazioni opposte che da sempre si dividono entro il cerchio, metaforico s’intende, di chi è pronto ad avere stabilimenti di questo tipo anche nel giardino di casa propria e di chi invece ne sottolinea soprattutto i rischi. Rischi che sono legati, vale la pena dirlo, agli isotopi che devono essere utilizzati nelle reazioni di fissione nucleare (l’uranio 235 o il plutonio 239): sono molto instabili, come instabili sono gli atomi che ne risultano ed è per questo che le scorie radioattive di una centrale, così come il grosso pericolo in caso di incidente possono destare legittime preoccupazioni.

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